Il Museo Archeologico di Venafro, situato nell'ex convento di Santa Chiara, fu istituito nel giugno del 1931. Il museo fu creato per esporre una collezione di manufatti scoperti un decennio prima durante la costruzione di un edificio sulle pendici del Monte Santa Croce. Questi manufatti comprendono capitelli, cornici e statue, tra cui due grandi statue maschili identificate come Augusto e Tiberio di epoca giulio-claudia (I secolo d.C.).
Uno dei punti di forza del Museo Archeologico di Venafro è la bellissima statua di Venere di epoca antonina, comunemente nota come "Venere di Venafro". Questa statua fu scoperta per caso nel 1958 da un proprietario terriero che stava effettuando dei lavori agricoli. Si ritiene che la statua facesse parte di una fontana che ornava un ricco edificio residenziale di epoca augustea.
Il Museo Archeologico di Venafro conserva anche un importante documento epigrafico: il grande cippo o "tavola dell'acquario" dell'acquedotto romano di Venafro. Questo documento testimonia l'editto di Augusto, redatto tra il 17 e l'11 a.C., nello stesso periodo in cui fu costruito l'acquedotto. L'editto regolava l'uso dell'acquedotto, la distribuzione dell'acqua e i magistrati competenti in caso di controversie.
Storia & Antropologia
Corso Garibaldi 10, Venafro
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